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Cos’è il jazz?
Amico, se lo devi chiedere
non lo saprai mai.
                 Louis Armstrong


Cos'è lo Zen?

Due precisazioni, per cercare di ovviare alla divulgazione superficiale e folkloristica che di questa disciplina è stata fatta negli ultimi trent'anni.

Cominciamo con la prima:
che cosa non è lo Zen.
Lo Zen non è una filosofia (parlare di filosofia o di "riflessioni sull'uomo" a un maestro Zen del passato avrebbe comportato, come minimo, una bastonata sulla testa), né una religione (lo Zen non ha alcun interesse a ipotizzare l'esistenza di una divinità, né tantomeno a negarla) e non è nemmeno un sistema teorico predefinito da accettare o da discutere.
Solo una pratica. Una ginnastica, se volete, anche se una "ginnastica totale", in quanto coinvolge l'intera realtà dell'essere umano: fisica, emotiva, mentale, esistenziale, transpersonale, spirituale e chissà cos'altro ancora.
Immaginate una stanza buia.
La religione fa affermazioni definitive sui mobili e sugli arredi che ci sono, anche se non si possono vedere, e chiede di credere a ciò che attesta.
La filosofia specula su ciò che ci potrebbe essere o non essere.
La razionalità scientifica propone sistemi per procedere tastando e deducendo.
Lo Zen spiega come trovare l'interruttore della luce.
Cosa effettivamente ci sia nella stanza, o cosa ognuno vedrà attraverso i propri occhi e la propria mente, semplicemente non riguarda lo Zen e non è affar suo.
Non insegna una sonata di Beethoven anziché un pezzo di Keith Jarrett, ma solo a suonare il pianoforte.
Un seminario sullo Zen non è stare ad ascoltare un guru più o meno ispirato che rilascia perle di saggezza, ma è soprattutto imparare un metodo da allenare poi giorno per giorno. E i risultati non saranno funzione di quanto il guru riesce a fingersi ispirato, o di quanto gli si crede o di quanto si accetta un impianto teorico, ma unicamente di quanto ci si allena e di quanto si pratica. Punto e basta.
Tutto il resto, tutte le dissertazioni mistico-esoterico-spiritual-psico-filosofiche, dalle più serie alle più stupide, non sono lo Zen, ma discussioni "riguardo" allo Zen.
Sono storia dell'arte, critica d'arte. Non è dipingere o scolpire.

Seconda precisazione:
a proposito di “discipline orientali”

È importante non confondere forma e contenuto.
Lo Zen non è giapponese o orientale più di quanto lo sia il riso bollito. In tutto il mondo (o quasi) si usa bollire il riso. E così questa tecnica – che il Giappone ha codificato come "Zen" – esiste in tutto il mondo e in ogni tradizione, compresa quella occidentale e cristiana. Ognuno l'ha interpretata a suo modo e gli ha dato una forma, ma la sostanza è assolutamente la stessa.
E coincide con lo sviluppo di una facoltà dei sensi, della mente e dell'anima (qualunque cosa intendiate con il termine "anima") che si può definire come "consapevolezza".